Energia e trasporti - Work Plan

Muoversi a Bologna

L’oggetto della nostra ricerca è la predisposizione degli abitanti della nostra città, Bologna, a cambiare il loro stile di vita per quanto concerne la mobilità urbana verso l’utilizzo di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale e ridotto consumo energetico.

15 maggio 2007, di Nieves López Izquierdo
Invia questo articolo via email Invia via email

Un premio alla mobilità sostenibile

Lo scorso febbraio la città di Bologna è stata insignita con il terzo premio della Settimana Europea della Mobilità 2007. Il primo premio l’ha vinto la città spagnola di Leon, e il secondo Budapest.

La Settimana Europea della Mobilità, che ha luogo ogni anno con il sostegno della Commissione europea, promuove la mobilità sostenibile nelle città incoraggiando la scelta di alternative non inquinanti o poco inquinanti all’uso dell’automobile privata, come andare a piedi o in bicicletta, oppure prendere i mezzi di trasporto pubblici o condividere il trasporto in auto.

Nel 2007 i premi per la Settimana Europea della Mobilità sono stati assegnati per la qualità e la portata delle azioni messe in atto dalle autorità locali, per la strategia di comunicazione e di promozione presso la cittadinanza e i media, e infine per l’innovatività delle misure permanenti attuate. In particolare, Bologna è stata selezionata come finalista per l’ottima pianificazione delle attività preparate in stretta collaborazione con una nutrita serie di soggetti interessati, come i fornitori dei trasporti pubblici, le università e altre giunte regionali. La settimana della mobilità ha anche segnato la conclusione di un forum grazie al quale oltre 300 dei più importanti soggetti interessati e i cittadini hanno potuto partecipare all’elaborazione di un Nuovo Piano Generale del Traffico. Bologna ha inaugurato 21 nuovi bus puliti e ha promosso attivamente modalità alternative di trasporto con la designazione di responsabili della mobilità nelle imprese private.

Il Commissario europeo per l’ambiente, Stavros Dimas, durante la celebrazione che ha avuto luogo a Bruxelles per la consegna dei premi ha commentato: “il costante aumento del numero di città che partecipano alla Settimana Europea della Mobilità rispecchia il desiderio crescente dei cittadini di potersi spostare in città rapidamente, in tutta sicurezza e senza inquinare l’aria che respiriamo.”

La percezione dei cittadini

Bologna, già dagli anni Cinquanta, si è posta spesso all’avanguardia nella risoluzione di problemi legati all’utilizzazione degli spazi urbani, all’abassamento dei tassi di inquinamento e al risparmio energetico.

Basta però dare un’occhiata ai giornali locali, che si occupano spesso dei problemi derivati dalla circolazione delle macchine, soprattutto nel centro storico, oppure conversare sull’argomento con i cittadini (commercianti, studenti, lavoratori pendolari, ecc) o farsi un giro per le zone urbane e periferiche per capire che la mobilità a Bologna è tutt’altro che un problema risolto, ed è ancora molto lontana dall’essere considerata “sostenibile” da grande parte dei suoi residenti.

Gli sforzi che il Comune di Bologna ha realizzato negli ultimi anni per rendere la mobilità urbana più fluida e sostenibile hanno spesso aperto violente polemiche in molti settori della popolazione. Ad esempio, la parziale chiusura al traffico del centro storico viene vista da alcuni come un ostacolo all’attività commerciale del cuore della città, da altri come un’imposizione più simbolica che efficace contro lo smog, ma, molto redditizia per le casse comunali che ricavano preziose entrate dalle multe; infine, c’è chi la considera una misura molto tiepida che non risolve né il problema dell’inquinamento, né quello della fluidità del traffico ma, comunque, rappresenta un piccolo passo in avanti verso una città più vitale e più in linea con le esigenze ambientale che via via si aprono un varco nelle coscienze dei cittadini.

Il progetto: pronti a cambiare?

L’argomento che intendiamo sviluppare nel nostro studio è collegato proprio alla percezione che i cittadini hanno della mobilità con particolare attenzione alla predisposizione al cambiamento nell’utilizzo dei mezzi di trasporto, in rapporto alle problematiche attuali di congestionamento urbano, di qualità e praticità dei trasporti pubblici e privati, di prospettive di riduzione dell’inquinamento e di affermazione di paradigmi per la mobilità alternativi all’impiego massiccio di combustibili fossili.

Si tratta di capire fino a che punto gli “utenti della città” sono disposti a cambiare il proprio stile di vita per ciò che concerne gli spostamenti urbani e il consumo di combustibili fossili e quali siano le condizioni e le alternative che esigono perché questo cambiamento avvenga.

Ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale sotto diversi punti di vista: da un lato Bologna viene riconosciuta a livello europeo per la sua capacità di attuare pratiche innovative a basso impatto ambientale e ridotto consumo energetico con il coinvolgimento attivo della popolazione, dall’altro un clima di scontento generalizzato rispetto all’efficacia e l’opportunità di queste misure si riscontra spesso nei media locali; da un lato le campagne di sensibilizzazione hanno un successo evidente in questa città (si pensi ad esempio alle “domeniche senza macchine”), dall’altro diversi settori della popolazione (e diverse associazoni di cittadini) si oppongono alle restrizioni esistenti e prospettate alla circolazione degli autoveicoli in città.

L’ottica generale del progetto è quella di rendere esplicita quella “zona grigia” tra la pianificazione, le politiche della mobilità, i premi per iniziative positive e la percezione che sul terreno ha chi utilizza realmente la rete delle infrastrutture viarie.

Prima fase: lo stato di fatto e l’evoluzione storica

La prima fase del progetto consiste nell’analisi della situazione attuale in termini di mezzi di trasporto utilizzati all’interno della città: quali sono le restrizioni all’uso della macchina e quali le alternative, quali sono i valori quantitativi di utilizzo effettivo delle alternative esistenti, quali sono le iniziative messe in atto dalle istituzioni locali e quali dai cittadini a titolo privato, quali sono le misure pianificate rivolte al potenziamento della riduzione degli spostamenti tramite mezzi a combustibili fossili in città.

Questa analisi dello “stato di fatto” verrà integrata in un quadro comparativo dello stato della mobilità urbana in anni precedenti permette di capire l’evoluzione che ha portato alla condizione odierna.

I mezzi di rappresentazione

La rappresentazione dei dati e della contestualizzazione dello studio è prevista attraverso diversi mezzi di espressione grafica, scritta e audiovisiva (un breve testo, mappe tematiche e grafici statistici, fotografie ed un video).

Con il TESTO abbiamo intenzione di descrivere succintamente quali sono le motivazioni che ci hanno spinto a scegliere questo argomento come oggetto della nostra ricerca, in riferimento al contesto attuale in cui si trova la questione “mobilità urbana” nella città di Bologna.

Attraverso le MAPPE TEMATICHE intendiamo mostrare qual è, e qual è stata, la distribuzione spaziale delle possibilità di uso dei diversi mezzi di spostamento nella città. In particolare le aree destinate al traffico limitato (ZTL), la collocazione e la superficie complessiva dei parcheggi pubblici, l’estensione delle aree pedonalizzate, la lunghezza e i percorsi delle piste ciclabili, lo sviluppo della rete dei trasporti pubblici.

I GRAFICI ci permettono di rappresentare il confronto quantitativo dei dati corrispondenti ai diversi anni presi in considerazione quali il numero di automezzi circolanti in città, suddivisi per tipologia di alimentazione (benzina, metano e GPL, elettricità), e i tassi di inquinamento atmosferico.

Le FOTOGRAFIE e il VIDEO ci serviranno a mostrare una visione della questione “mobilità urbana a Bologna oggi” in riferimento alle contraddizioni che si riscontrano nella vita quotidiana della città.

In particolare il video vuole essere una sorta di introduzione visiva alla ricerca analitica vera e propria, una presa di coscienza della mobilità a Bologna vista dal di dentro, o quantomento di alcuni suoi aspetti. Esso deve servire innanzitutto come primo approccio con alcune realtà che emergono direttamente dalla frequentazione delle diverse aree del complesso urbano bolognese.

Quello di cui si vuole rendere conto con il video non sono tanto i problemi tecnici specifici che si incotrano nei diversi settori (oggetto specifico della attività pianificatoria) quanto le diverse “identità-mobilità” che la città assume in relazione ai mezzi di spostamento che la percorrono.


Rispondere all'articolo


Un messaggio, un commento?
  • (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Chi sei? (opzionale)

Nieves López Izquierdo

Nieves López Izquierdo

Architetto e geografa. Ha collaborato con il Centro di ricerca sulle Tecniche Tradizionali (IPOGEA) e con l’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA). Ha partecipato alla realizzazione dell’Atlante 2009 di Le Monde diplomatique. Fa parte dell’equipe di Cartografare il presente.


Senza licenza

Questa licenza si applica a soggetti o organizzazioni no-profit. Le organizzazioni commerciali e chiunque desideri utilizzare il nostro materiale a fini commerciali deve contattare la redazione.

Con il contributo di:

Comitato Internazionale di Bologna per la Cartografia e l’Analisi del Mondo Contemporaneo

Mappa del sito | Aiuto | Chi siamo | Contatti | Mettere in syndication tutto il sito : RSS 2.0
Sito realizzato con SPIP (modello di layout) Login