Live from Russia: elezioni e proteste/3en

Tena Prelec (da Mosca)

28 febbraio 2012, di Tena Prelec
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Mosca - Ognuno si sta preparando alle elezioni a suo modo.

Molte migliaia di russi hanno deciso di diventare osservatori elettorali. La NGO indipendente Grazhdanin Nabludatel (Cittadino Osservatore) [2] sta organizzando incontri di informazione per coloro che desiderino contribuire in prima persona al corretto svolgersi delle elezioni. Ho partecipato a uno di questi incontri, e chiesto all’organizzatore Dmitry Zvorykin, di professione informatico, di spiegare come mai ha scelto di diventare un osservatore elettorale (vedi questo video).

“Perché monitorare? Ritengo che le scorse elezioni non siano state condotte in maniera onesta. Ho partecipato come osservatore elettorale alle elezioni del 4 dicembre, e i risultati nel mio seggio hanno differito enormemente dai risultati di altri seggi. Il partito di governo, Russia Unita, ha ricevuto la metà dei voti nei seggi dove c’erano osservatori elettorali. Io ritengo che negli altri seggi ci siano stati seri brogli elettorali. Quanti più osservatori elettorali ci saranno, tanto più oneste saranno le nostre elezioni, e tanto più bello sarà vivere nel nostro paese”.

Gli organizzatori delle proteste stanno ancora contrattando con le autorità moscovite [3] per la grande manifestazione del 5 marzo, il giorno dopo le elezioni. Dopo un iniziale categorico rifiuto, il vice sindaco ha oggi annunciato che riprenderà il dialogo con gli organizzatori per una possibile manifestazione in centro Mosca, e non in periferia, come inizialmente richiesto dal comune.

E’ stata inoltre riscontrata un’interessante nuova tendenza [4] da parte del gruppo ultranazionalista “Nashi”. Nei bar dove sono soliti incontrarsi i circoli liberali di Mosca – giornalisti, rappresentanti dell’opposizione, organizzatori delle manifestazioni – sono ultimamente comparsi i “Nashisti”, occupando i tavoli per ore (e pure poggiando su di loro cartelli con la scritta “Tavolo per Putin”). Non bevono molto, si dice, ma compensano mangiando di buon grado. La strategia è, chiaramente, quella di togliere agli oppositori il loro habitat naturale dove discutere e preparare nuove azioni di protesta.

Bisogna ricordare, comunque, che la Russia non è Mosca. E’ uscito oggi il reportage del Guardian sulla situazione preelettorale in un paese della Siberia, Serezha, che è anche la città natale dell’oligarca Khodorkovsky, molto inviso al governo e al momento il più famoso carcerato in Russia. I giornalisti non ci hanno trovato molto ottimismo: “si può votare, ma a che serve?” si chiedono gli abitanti. Come è stato dichiarato in una intervista al quotidiano britannico The Guardian

Non sono gli uomini a cambiare il sistema, è il sistema a distruggere gli uomini. Bisogna avere una grande forza d’animo per non soccombere a questa pressione, e rimanere umani, e mantenere la voglia, la dignità, l’interesse per la vita.

Intanto, dopo giorni innevati, il sole è tornato (brevemente?) a splendere a Mosca. Difficile credere, comunque, che le condizioni atmosferiche influiranno in alcun modo sulle vari componenti della protesta che – almeno nella capitale – non sembrano in alcun modo cedere dalle loro posizioni.


Tena Prelec

Tena Prelec

Laureata in Traduzione e Interpretazione presso l’Università di Trieste e in relazioni internazionali con specializzazione sull’Est Europa presso l’University College London. Ha lavorato presso l’organizzazione inglese sulla libertà di stampa Index on Censorship e nel direttivo di AEGEE-Europe. Si interessa principalmente di Russia e Balcani.


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Con il contributo di:

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