Brasile: Potenza agricola o ambientale? en

Vent’anni dopo il primo Vertice della Terra, tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992, i governi di tutto il mondo torneranno a Rio nel giugno del 2012 per un nuovo summit sullo sviluppo sostenibile. Alla vigilia di questo evento, e a poco più di un anno dalla elezione di Dilma Rousseff alla presidenza della nuova potenza sudamericana, la questione ambientale è tornata al centro del dibattito politico nazionale per effetto anche di sempre maggiori critiche e proteste da parte di gruppi e movimenti sociali contro la direzione "ruralista" del nuovo governo brasiliano, accusato di compromettere drammaticamente l’agenda ambientale del governo Lula. Oggetto delle proteste, formalizzate in un manifesto divulgato il 6 marzo 2012 e intitolato “Retrocessos do governo Dilma na Agenda Socioambiental” (Marcia indietro del governo Dilma nell’agenda socio-ambientale) l’annunciata Riforma del Código Florestal, la legge che disciplina la produzione agricola in relazione al territorio, la sospensione della creazione di nuove aree di protezione ambientale e la perdita di potere di organi di controllo ambientale come l’Ibama. Questo dossier, che raccoglie materiale inedito e documenti già pubblicati ma ancora attuali, affronta la complessa tematica della tensione fra agricoltura e foresta in Brasile, con particolare attenzione allo sviluppo degli agrocombustibili.


  • Agroenergia versus cibo

    05/07/2012 — Federico Labanti, Nieves López Izquierdo — 1 documento
  • Bioetanolo: un’alternativa americana?

    03/07/2012 — Mateus de Almeida Prado Sampaio — 4 documenti

    Per discutere di bio-etanolo è necessario conoscere la situazione del biocombustibile nel continente americano, visto che quasi il 95% della produzione mondiale proviene da paesi del continente: Stati Uniti (55% della produzione mondiale nel 2010), Brasile (35%) e Argentina, Canada, Colombia, Guatemala, Messico, etc. (che sommati arrivano a circa il 3,5%).  Continua »

  • Brasile: I costi ambientali dello sviluppo (parte II)

    03/07/2012 — Federico Labanti, Nieves López Izquierdo — 1 documento
  • Il Summit della Terra Rio+20: una dichiarazione senza futuro

    28/06/2012 — Ugo Guarnacci

    Il Vertice della Terra, Rio+20, si è concluso venerdì 22 giugno con l’approvazione da parte dei leader mondiali di una dichiarazione finale di ben 53 pagine, intitolata "Il futuro che vogliamo". Dopo più di un anno di negoziati e 10 giorni di mega conferenze che hanno coinvolto circa 45.000 persone, il documento finale incoraggia gli Stati a delineare gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile e a predisporre altre misure atte a rafforzare la gestione delle risorse ambientali a livello globale, a migliorare la sicurezza alimentare, a potenziare la protezione degli oceani e a promuovere un’”economia verde”. Tuttavia, la dichiarazione del Vertice non contiene linee guida specifiche orientate all’implementazione delle politiche sopraelencate ed abbonda di espressioni alquanto vaghe : "Noi, capi di Stato e di Governo [...] riconosciamo", "Noi ribadiamo", “Noi riaffermiamo” “Noi esprimiamo la Nostra profonda preoccupazione".  Continua »

  • Brasile: I costi ambientali dello sviluppo (parte I)

    22/06/2012 — Federico Labanti, Nieves López Izquierdo — 1 documento
  • Brasile: potenza agricola o ambientale?

    07/06/2012 — Federico Labanti, Nieves López Izquierdo

    Oo Il Brasile si presenta oggi sulla scena internazionale come una delle potenze economiche emergenti, principalmente come esportatore di materie prime derivate dall’agricoltura e dall’allevamento, attività che da almeno una ventina d’anni hanno raggiunto elevatissimi livelli di produzione. D’altra parte è progressivamente aumentata la percezione del valore, anche economico, del patrimonio naturale contenuto in questo paese dalle dimensioni continentali, in particolare riguardo a beni strategici per il futuro della terra come l’acqua dolce, la copertura forestale e la biodiversità.  Continua »

  • Deforestazione: un peccato in via di estinzione?

    27/04/2012 — Federico Labanti, Nieves López Izquierdo

    A partire dagli anni ’80 il problema della distruzione della foresta amazzonica è stato al centro di innumerevoli discussioni, proteste e campagne di sensibilizzazione in tutto il mondo, protagonista nei mezzi di comunicazione, oggetto di innumerevoli studi scientifici e rapporti di istituzioni internazionali. Nonostante quest’attenzione, la partecipazione crescente della società civile e gli sforzi del governo brasiliano per mettere in campo nuove misure di controllo, la deforestazione negli ultimi vent’anni ha raggiunto medie molto alte.  Continua »


Con il contributo di:

Comitato Internazionale di Bologna per la Cartografia e l’Analisi del Mondo Contemporaneo

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