Tra i produttori di petrolio ci sono tre stati che hanno visto, nell’ultimo quarantennio, evoluzioni simili da un punto di vista politico, sociale, economico. Algeria Iraq e Libia hanno tutti dei regimi autoritari, riserve di idrocarburi tra le più grandi al mondo, economie allo sbando, valori bassissimi in tutti gli indicatori di sviluppo umano. Come e perchè le loro risorse non sono state motore di vero sviluppo? Continua »
Per comprendere la globalizzazione, un importante punto di partenza ermeneutico è sicuramente quello di chi all’internazionalizzazione dei commerci, dei mercati e delle informazioni oppone – oppure affianca – una nuova centralità del locale. In questo studio, David J. Hess si concentra sull’analisi dei movimenti localistici negli Stati Uniti. Continua »
Partendo dalla constatazione che il prezzo pagato per qualsiasi bene o servizio è sistematicamente distorto nel mondo capitalista, incapace di riflettere il vero valore delle cose, Raj Patel critica il modo in cui la società di mercato gestisce le proprie risorse e presenta alcuni esempi di esperienze alternative nell’approccio ai territori e alle comunità in cui viviamo. Continua »
La guerra nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), con i suoi milioni di morti, è senza dubbio una delle più grandi tragedie del nostro tempo. Lungi dall’essere catalogabile semplicemente come una guerra tribale o etnica, questo conflitto è caratterizzato, oltre che da una violenza aberrante, da un’estrema complessità. In questo libro, frutto di una lunga ricerca sul campo, Luca Jourdan fornisce alcune chiavi interpretative per guidarci alla comprensione di una guerra che ancora non conosce fine. Continua »
Suscitò un’ampia eco, che dura tuttora, il rapporto sui Limiti dello sviluppo del Club di Roma, steso da un gruppo di scienziati del MIT e pubblicato nel 1972. Le conclusioni degli studiosi mostravano per la prima volta con forza il rischio di distruzione ecologica causato dall’inquinamento umano, stabilendo che anche la crescita economica e lo sviluppo avevano limiti ambientali ed energetici. Continua »
Se tra i fenomeni più rilevanti che segnano l’inizio del XXI secolo si può indicare la concorrenza tra le maggiori potenze mondiali per assicurarsi fonti di energia, uno dei luoghi in cui meglio osservare questa competizione è certamente l’Eurasia e, in modo particolare, il gigante cinese. Continua »
Il 2 agosto 2007 le spedizioni Mir-1 e Mir-2 piantano una bandiera russa sul fondo dell’oceano artico, al di sotto del polo Nord, con lo scopo di rivendicarne una porzione enorme. Il fine di quest’azione riguarda la più importante fonte di energia: entrare in possesso dei giacimenti petroliferi presenti nelle profondità del mare del Nord. Continua »
Se la prevenzione di pericolosi cambiamenti climatici deve essere la priorità delle politiche energetiche, è purtroppo vero che in quasi tutti i paesi, nonostante le buone intenzioni e la retorica in merito, le emissioni di anidride carbonica stanno crescendo. Energy for the future, raccolta di quattordici saggi scritti da ricercatori del Sussex Energy Group (SEG), inchioda i governi agli errori passati e presenti in materia di energia e sviluppo sostenibile. Continua »