Il librofren


  • Il fenomeno Primavera Araba: la prospettiva dei protagonisti e la retrospettiva degli analisti.

    02/04/2012 — Greta Messori

    "Il genere umano si divide in tre classi: gli inamovibili, quelli che si sono mossi, e quelli che muovono" recita uno dei numerosi proverbi arabi citati nel libro "Non ho più paura. Tunisi, diario di una rivoluzione". Se si dovesse inserire il popolo tunisino in una di queste classi, non si potrebbe di certo scegliere quella degli inamovibili. Come definito dagli stessi autori, "Non ho più paura" è a tutti gli effetti il diario di una rivoluzione: segue giorno per giorno gli eventi che dal 17 dicembre 2010 al 16 gennaio 2011 trasformano per sempre il volto della Tunisia. Francesca Russo e (...) Continua »

  • A. Langer, Pacifismo concreto. La guerra in ex Jugoslavia e i conflitti etnici, Roma, Edizioni dell’Asino, 2010

    23/03/2011 — Maria Chiara Rioli

    Il titolo del piccolo ma ricco volume chiarisce la visione di Langer rispetto al significato di fare la pace: non cioè un pacifismo “tifoso”, gridato e declamato, prolifico in slogan e manifestazioni ma debole in analisi, contenuti, proposte, e neppure un pacifismo “dogmatico”, saldo nei principi ma incapace di mediazioni e rigido in discorsi aprioristici. Langer ha cercato e praticato nella sua vicenda politica e umana un pacifismo concreto, con partner concreti.  Continua »

  • Thierry Paquot, L’urbanisme c’est notre affaire!, L’atalante, 2010. pp. 128

    09/01/2011 — Maria Luisa Giordano

    Filosofo, professore all’Istituto di Urbanistica dell’Université Paris XII – Val – de – Marne e collaboratore dello IUAV di Venezia, Thierry Paquot ci accompagna con il suo L’urbanisme c’est notre affaire! verso la ridefinizione dell’urbanistica come “bene comune”.  Continua »

  • Philip S. Golub Power, Profit and Prestige: A History of American Expansionism, Pluto Press 2010, pp. 256

    06/11/2010 — Lodovico Bertuzzi

    Nell’opera viene analizzato, sotto una prospettiva complessa che unisce indagine sociologica, storica e elementi di teoria delle relazioni internazionali, il ruolo della potenza statunitense nella gestione degli equilibri mondiali negli ultimi due secoli. Philip S. Golub (Professore di Relazioni Internazionali e Politica Economica Internazionale presso l’Università di Parigi 8 e l’American University di Parigi, nonché contributing editor di Le monde Diplomatique) concentra l’attenzione sulla logica di potenza di tipo “imperiale” che ha caratterizzato gli Stati Uniti a partire dal secondo dopoguerra.  Continua »

  • Mazin Qumsiyeh, Popular Resistance in Palestine. A History of Hope and Empowerment, Pluto Press, London 2010, pp. 320

    19/09/2010 — Anna Macchi

    La resistenza popolare in Palestina costituisce una questione spinosa: storicamente, politicamente e socialmente, numerosi autori, politici e leaders sociali hanno discusso della legittimità, delle strategie e delle pratiche della resistenza popolare palestinese. L’importanza di analizzare e capire profondamente i cambiamenti storici e lo sviluppo della lotta palestinese ha un significato particolare negli studi sul Medio Oriente e nell’analisi del conflitto israelo-palestinese. L’approccio degli studi coloniali e subalterni è adottato sempre più nelle ricerche intorno a Israele e Palestina. In questo quadro, la resistenza popolare è una lente utile per comprendere i cambiamenti di entrambe le società.  Continua »

  • Luis Martinez, Violence de la rente pétrolière: Algérie – Irak – Libye, Presses de la fondation nationale des sciences politiques, 2010, pp. 229

    23/07/2010 — Maria Luisa Giordano

    Tra i produttori di petrolio ci sono tre stati che hanno visto, nell’ultimo quarantennio, evoluzioni simili da un punto di vista politico, sociale, economico. Algeria Iraq e Libia hanno tutti dei regimi autoritari, riserve di idrocarburi tra le più grandi al mondo, economie allo sbando, valori bassissimi in tutti gli indicatori di sviluppo umano. Come e perchè le loro risorse non sono state motore di vero sviluppo?  Continua »

  • David J. Hess, Localist Movements in a Global Economy. Sustainability, Justice and Urban Development in the United States, The MIT Press, Cambridge Massachusetts, 2009, pp. 323

    25/06/2010 — Maria Chiara Rioli

    Per comprendere la globalizzazione, un importante punto di partenza ermeneutico è sicuramente quello di chi all’internazionalizzazione dei commerci, dei mercati e delle informazioni oppone – oppure affianca – una nuova centralità del locale. In questo studio, David J. Hess si concentra sull’analisi dei movimenti localistici negli Stati Uniti.  Continua »

  • Raj Patel, Il valore delle cose e le illusioni del capitalismo, Milano, Feltrinelli, 2010, pp. 236

    02/06/2010 — Giulia Merlin

    Partendo dalla constatazione che il prezzo pagato per qualsiasi bene o servizio è sistematicamente distorto nel mondo capitalista, incapace di riflettere il vero valore delle cose, Raj Patel critica il modo in cui la società di mercato gestisce le proprie risorse e presenta alcuni esempi di esperienze alternative nell’approccio ai territori e alle comunità in cui viviamo.  Continua »

  • Luca Jourdan, Generazione Kalashnikov. Un antropologo dentro la guerra in Congo, Roma-Bari, Laterza, 2010, pp. 230

    21/04/2010 — Federico Labanti, Nieves López Izquierdo

    La guerra nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), con i suoi milioni di morti, è senza dubbio una delle più grandi tragedie del nostro tempo. Lungi dall’essere catalogabile semplicemente come una guerra tribale o etnica, questo conflitto è caratterizzato, oltre che da una violenza aberrante, da un’estrema complessità. In questo libro, frutto di una lunga ricerca sul campo, Luca Jourdan fornisce alcune chiavi interpretative per guidarci alla comprensione di una guerra che ancora non conosce fine.  Continua »

  • Michel J.-F. Dubois, La transition énergétique, Dubois, Paris, 2009, pp. 279.

    12/03/2010 — Maria Chiara Rioli

    Suscitò un’ampia eco, che dura tuttora, il rapporto sui Limiti dello sviluppo del Club di Roma, steso da un gruppo di scienziati del MIT e pubblicato nel 1972. Le conclusioni degli studiosi mostravano per la prima volta con forza il rischio di distruzione ecologica causato dall’inquinamento umano, stabilendo che anche la crescita economica e lo sviluppo avevano limiti ambientali ed energetici.  Continua »

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Con il contributo di:

Comitato Internazionale di Bologna per la Cartografia e l’Analisi del Mondo Contemporaneo

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