
Il titolo del piccolo ma ricco volume chiarisce la visione di Langer rispetto al significato di fare la pace: non cioè un pacifismo “tifoso”, gridato e declamato, prolifico in slogan e manifestazioni ma debole in analisi, contenuti, proposte, e neppure un pacifismo “dogmatico”, saldo nei principi ma incapace di mediazioni e rigido in discorsi aprioristici. Langer ha cercato e praticato nella sua vicenda politica e umana un pacifismo concreto, con partner concreti. Continua »

Filosofo, professore all’Istituto di Urbanistica dell’Université Paris XII – Val – de – Marne e collaboratore dello IUAV di Venezia, Thierry Paquot ci accompagna con il suo L’urbanisme c’est notre affaire! verso la ridefinizione dell’urbanistica come “bene comune”. Continua »

Nell’opera viene analizzato, sotto una prospettiva complessa che unisce indagine sociologica, storica e elementi di teoria delle relazioni internazionali, il ruolo della potenza statunitense nella gestione degli equilibri mondiali negli ultimi due secoli. Philip S. Golub (Professore di Relazioni Internazionali e Politica Economica Internazionale presso l’Università di Parigi 8 e l’American University di Parigi, nonché contributing editor di Le monde Diplomatique) concentra l’attenzione sulla logica di potenza di tipo “imperiale” che ha caratterizzato gli Stati Uniti a partire dal secondo dopoguerra. Continua »

La resistenza popolare in Palestina costituisce una questione spinosa: storicamente, politicamente e socialmente, numerosi autori, politici e leaders sociali hanno discusso della legittimità, delle strategie e delle pratiche della resistenza popolare palestinese. L’importanza di analizzare e capire profondamente i cambiamenti storici e lo sviluppo della lotta palestinese ha un significato particolare negli studi sul Medio Oriente e nell’analisi del conflitto israelo-palestinese. L’approccio degli studi coloniali e subalterni è adottato sempre più nelle ricerche intorno a Israele e Palestina. In questo quadro, la resistenza popolare è una lente utile per comprendere i cambiamenti di entrambe le società. Continua »

Tra i produttori di petrolio ci sono tre stati che hanno visto, nell’ultimo quarantennio, evoluzioni simili da un punto di vista politico, sociale, economico. Algeria Iraq e Libia hanno tutti dei regimi autoritari, riserve di idrocarburi tra le più grandi al mondo, economie allo sbando, valori bassissimi in tutti gli indicatori di sviluppo umano. Come e perchè le loro risorse non sono state motore di vero sviluppo? Continua »

Per comprendere la globalizzazione, un importante punto di partenza ermeneutico è sicuramente quello di chi all’internazionalizzazione dei commerci, dei mercati e delle informazioni oppone – oppure affianca – una nuova centralità del locale. In questo studio, David J. Hess si concentra sull’analisi dei movimenti localistici negli Stati Uniti. Continua »

Partendo dalla constatazione che il prezzo pagato per qualsiasi bene o servizio è sistematicamente distorto nel mondo capitalista, incapace di riflettere il vero valore delle cose, Raj Patel critica il modo in cui la società di mercato gestisce le proprie risorse e presenta alcuni esempi di esperienze alternative nell’approccio ai territori e alle comunità in cui viviamo. Continua »

La guerra nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), con i suoi milioni di morti, è senza dubbio una delle più grandi tragedie del nostro tempo. Lungi dall’essere catalogabile semplicemente come una guerra tribale o etnica, questo conflitto è caratterizzato, oltre che da una violenza aberrante, da un’estrema complessità. In questo libro, frutto di una lunga ricerca sul campo, Luca Jourdan fornisce alcune chiavi interpretative per guidarci alla comprensione di una guerra che ancora non conosce fine. Continua »

Suscitò un’ampia eco, che dura tuttora, il rapporto sui Limiti dello sviluppo del Club di Roma, steso da un gruppo di scienziati del MIT e pubblicato nel 1972. Le conclusioni degli studiosi mostravano per la prima volta con forza il rischio di distruzione ecologica causato dall’inquinamento umano, stabilendo che anche la crescita economica e lo sviluppo avevano limiti ambientali ed energetici. Continua »

Se tra i fenomeni più rilevanti che segnano l’inizio del XXI secolo si può indicare la concorrenza tra le maggiori potenze mondiali per assicurarsi fonti di energia, uno dei luoghi in cui meglio osservare questa competizione è certamente l’Eurasia e, in modo particolare, il gigante cinese. Continua »
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