
Cosa ha reso le Pussy Riot più famose di Sergei Magnitsky? Il grande merito di Maria, Nadia e Ekaterina – le tre attiviste russe “Pussy Riot” condannate il 17 agosto scorso a due anni di reclusione – è quello di averci ricordato, con un misto di spalvaderia e intelligenza, che sono esistite anche altre vittime della repressione del regime di Putin. Quella inflitta alle tre ragazze venerdì scorso è una sentenza durissima e gogoliana (18,25 giorni in prigione per ogni secondo di performance), ma non paragonabile ad una condanna a morte per un crimine scoperto dal condannato stesso – come accadde a Sergei Magnitsky. Continua »

Le renditions sono pratiche che si riferiscono al rapimento di una persona e al suo trasferimento da uno Stato all’altro, in un centri di detenzione segreti. Tutto ciò compiuto al di fuori di ogni procedura legale nazionale o internazionale. È una pratica particolarmente abietta poiché è legata ad ulteriori violazioni dei diritti umani: detenzioni illegali, sparizioni forzate e tortura. Rappresentando uno degli effetti della guerra al terrorismo, ciò che è rilevante di queste azioni non è solamente l’aspetto giuridico, ma quello politico, con ripercussioni nella politica estera di numerosi Stati. Continua »

L’esito del primo turno delle presidenziali egiziane ha lasciato fortemente delusi quanti si aspettavano un netto segnale di discontinuità rispetto alla precedente era Mubarak. Saranno infatti Ahmed Shafiq e Mohamed Morsi i due candidati che si affronteranno nel ballottaggio previsto per il prossimo 16 e 17 Giugno. Continua »

Mosca - Vladimir Putin vince di nuovo, e il clima delle proteste cambia colore
Le prime proteste dopo la vittoria di Vladimir Putin alle elezioni presidenziali russe del 4 marzo scorso non hanno avuto niente a che vedere con l’atmosfera gioiosa delle manifestazioni di massa dei mesi scorsi. Una mobilitazione senza precedenti di forze speciali, che sono state fatte venire fin da fuori Mosca per l’occasione, ha assalito i circa 20.000 manifestanti dopo la fine delle proteste dell’opposizione in piazza Pushkin il 5 marzo.
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Mosca - Ognuno si sta preparando alle elezioni a suo modo.
Molte migliaia di russi hanno deciso di diventare osservatori elettorali. La NGO indipendente Grazhdanin Nabludatel (Cittadino Osservatore) [1] sta organizzando incontri di informazione per coloro che desiderino contribuire in prima persona al corretto svolgersi delle elezioni. Ho partecipato a uno di questi incontri, e chiesto all’organizzatore Dmitry Zvorykin, di professione informatico, di spiegare come mai ha scelto di diventare un osservatore elettorale.
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Mosca - Un sorriso lungo quindici chilometri per chiedere elezioni oneste. A una settimana dalle elezioni presidenziali del 4 marzo, in Russia si è di nuovo sceso in strada per chiedere “elezioni oneste”. Questa volta, si è scelto un nuovo metodo di protesta: più di 30.000 manifestanti hanno formato una catena umana attorno all’anello Sadovoe che incornicia la città. Mosca, una città di solito accigliata e austera, è stata ieri illuminata da un sorriso lungo più di quindici chilometri. Continua »

Mosca - La Russia si sta preparando all’ultima settimana di campagna elettorale per le elezioni presidenziali, che avranno luogo domenica 4 marzo. Continua »

È un ciclone giudiziario di grande portata storica e diplomatica quello che si è abbattuto il 10 gennaio 2012 sulle relazioni tra Ruanda e Francia e sul ruolo giocato da quest’ultima durante il genocidio del 1994. Dopo 18 anni di tensioni, verità non dette e tesi negazioniste, l’inchiesta del giudice francese Marc Trevidic sembra spazzare via definitivamente le supposizioni che volevano i Tutsi istigatori del loro stesso massacro. Continua »